Magnifica Humanitas: nell’enciclica di Leone XIV il valore della scelta

È dedicata interamente all’intelligenza artificiale la prima enciclica del pontificato di Leone XIV, pubblicata il 25 maggio 2026. Magnifica Humanitas, questo il titolo del documento, 245 paragrafi sulla tutela della persona umana nell’era dell’AI.

“Magnifica Umanità” appare come un monito ma anche un testo di speranza affinché l’umanità conservi il libero arbitrio, la capacità di scegliere e di decidere il meglio per sé e per gli altri senza delegare ogni cosa all’AI. Il filo conduttore dell’enciclica è che la tecnologia non è “un male in sé”, ma nemmeno neutrale: porta sempre “il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa”.

Il Papa sviluppa temi concreti come il lavoro sottopagato di chi etichetta i dati per addestrare i modelli; lo sfruttamento minorile nell’estrazione delle terre rare necessarie all’hardware informatico; il rischio delle armi autonome, che selezionano e colpiscono bersagli senza intervento umano, e la normalizzazione della guerra “ibrida” combattuta anche a colpi di disinformazione; l’uso dei cellulari da parte dei bambini e il fenomeno del “doomscrolling“, quell’abitudine compulsiva di scorrere lo schermo di smartphone o computer per leggere una quantità eccessiva di notizie che sono spesso negative, drammatiche o angoscianti.

Un capitolo di Magnifica Humanitas è dedicato ai principi della dottrina sociale della Chiesa – dignità della persona, bene comune, sussidiarietà, destinazione universale dei beni – applicati ora per la prima volta a dati, algoritmi e piattaforme digitali. E a questo proposito il Pontefice chiede che queste non restino “concentrate nelle mani di pochi”. Poi c’è il rischio più profondo, più pericoloso: l’abitudine crescente a “delegare” alle macchine scelte e giudizi che dovrebbero restare umani.

Una curiosità: l’Enciclica è stata sottoposta da LessWrong all’analisi di Pangram, uno dei rilevatori di scrittura artificiale più apprezzati tra i ricercatori. Secondo tale analisi alcune sezioni sarebbero state generate dall’IA con probabilità comprese tra il 40 e il 100%. Una controverifica del Verge su un campione di circa duemila parole ha stimato la percentuale intorno al 46%, mentre le encicliche precedenti e i discorsi orali dello stesso Leone XIV, sottoposti allo stesso test, sono risultati riconosciuti come scrittura umana quasi al 100%. Una valutazione finale ha indicato che la maggior parte del documento era verosimilmente opera umana, con solo alcuni frammenti isolati ad alta probabilità di intervento dell’IA, forse riconducibili non al Papa stesso ma al lavoro di supporto di collaboratori vaticani nella stesura.

Se il Papa abbia utilizzato o meno l’AI come assistente di scrittura non è comunque l’argomento su cui soffermarsi. Il tema è “restare umani” anche nell’uso dell’AI, con valori, conoscenze, empatia, rispetto per la vita – anche quella degli altri – che dovrebbero portarci a fare buon uso di una forma di “progresso” di cui, evidentemente, non si può fare a meno.

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