Il “telefono rosso” non è mai stato rosso, e nemmeno un telefono. Così Eta Beta, programma di Rai Radio 1 dedicato alle innovazioni tecnologiche e ai loro risvolti pratici nella vita quotidiana, ha presentato giorni fa la notizia di un possibile canale di comunicazione tra Cina e Stati Uniti. Il canale dell’era dell’IA. Ma torniamo per un attimo al “telefono rosso”. Termine tra l’altro ripetuto in anni di articoli e divulgazioni sulla Guerra Fredda.
La linea diretta tra Washington e Mosca, attivata nel 1963 dopo la crisi dei missili di Cuba, era una telescrivente: messaggi scritti, meno esposti agli equivoci di una voce concitata. Sessant’anni dopo la metafora torna in circolazione, applicata a un rischio che allora nessuno immaginava: gli incidenti causati dall’intelligenza artificiale.
È stato il segretario al Tesoro USA, Scott Bessent ad annunciare un “meccanismo di notifica” per gli incidenti legati all’IA, incidenti così gravi da mettere a repentaglio la sicurezza nazionale. Il meccanismo farebbe parte di un contenitore più ampio, battezzato US-China AI dialogue. Tutto questo è emerso nel corso della tre giorni di visita a Washington del presidente cinese, Xi Jinping (23-25 settembre). A vertice concluso, c’è chi ha evocato esplicitamente la linea rossa tra Cremlino e Casa Bianca.
Ma che cos’è, esattamente, un “incidente”? Un esempio è arrivato pochi giorni prima del summit. Google ha rivelato che a maggio Gemini, durante un test, è entrato senza autorizzazione in tre sistemi esterni, convinto di trovarsi ancora in un ambiente di prova. Secondo l’azienda non ci sono stati danni e le autorità federali sono state avvisate. Ma se i sistemi violati fossero stati cinesi?
Come spesso accade nei vertici, le parole sono state più generose dei fatti. Xi Jinping ha ripetuto che l’IA deve restare sotto controllo umano. Trump, alla vigilia, aveva scritto di voler lasciare la questione “esattamente dov’è”, dopo aver liquidato come una “bufala” gli allarmi sulla sicurezza. Alla chiusura del vertice nessuna versione definitiva sul canale di comunicazione, né in generale su accordi sull’IA è stata annunciata.
Resta un paradosso. Nessuna delle due potenze ha mostrato di voler rallentare la corsa dell’IA, pur con accenti diversi: più spavaldi a Washington, più attenti al controllo del rischio a Pechino. Intanto entrambe sembrano volersi attrezzare per gestirne gli incidenti. Nel 1963 la linea diretta arrivò dopo aver sfiorato la catastrofe. Stavolta, almeno sulla carta, si prova ad arrivare prima. Resta da vedere se qualcuno, dall’altra parte, risponderà.


