Mese: Ottobre 2026

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IA e sicurezza, come proteggere dati, sistemi e persone

Mancano pochi giorni alla scadenza. Entro il 31 ottobre le banche più grandi dell’area euro, quelle vigilate direttamente da Francoforte, dovranno consegnare alla Banca centrale europea un piano d’azione contro le minacce informatiche potenziate dall’intelligenza artificiale, con misure concrete, risorse, responsabili e tempi definiti. Non è un adempimento burocratico. Per la BCE si tratta di un cambiamento di lungo periodo nel panorama delle minacce, non di un fenomeno passeggero. Per capire che cosa preoccupi Francoforte basta un episodio di questa estate. I ricercatori della società statunitense Sysdig lo hanno chiamato JADEPUFFER. Secondo la loro analisi è con ogni probabilità la

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L’Europa vieta le “nudifier app”, quelle che spogliano con un clic

Bastava caricare la foto di una persona e scrivere una richiesta. Tra la fine di dicembre 2025 e l’inizio di gennaio 2026 migliaia di utenti di X hanno chiesto al chatbot Grok di “svestire” donne reali, talvolta minorenni. È così che funzionano le cosiddette “nudifier app”. Ma tra un po’ saranno messe al bando. Secondo una stima citata da Euronews, nei primi giorni di gennaio Grok produceva circa 6.700 immagini a sfondo sessuale all’ora. Anche sull’onda di quello scandalo, l’Unione europea ha introdotto un nuovo divieto, che si applicherà dal 2 dicembre 2026. Parlamento e Consiglio lo hanno concordato il

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Le megattere cantano e l’intelligenza artificiale le ascolta per noi

È grazie all’intelligenza artificiale che oggi possiamo ascoltare, e capire meglio, anni di canti di megattere rimasti chiusi negli archivi. Una macchina addestrata a riconoscere la loro voce ha fatto in poco tempo ciò che a un essere umano sarebbe costato decenni. I maschi di megattera cantano melodie lunghe e intricate. Ogni popolazione ha la sua “canzone”, e quella canzone cambia di anno in anno. Per seguirle nei loro viaggi, i ricercatori calano in mare idrofoni, microfoni subacquei che ascoltano giorno e notte. Ma le registrazioni si accumulano a centinaia di migliaia di ore, troppe per orecchie umane. Gli stessi

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Il bollino invisibile: dal 2 dicembre l’IA dovrà dichiarare ciò che produce

Una foto può sembrare vera ma non esserlo. E spesso nemmeno un occhio esperto è in grado di accorgersene. L’Unione europea ha affrontato il problema con una chiara normativa: dal 2 dicembre 2026 tutti i sistemi di intelligenza artificiale generativa offerti nell’Unione dovranno “firmare” ciò che producono, inserendo in testi, immagini, video e audio una marcatura leggibile dalle macchine che ne riveli l’origine artificiale. L’obbligo è previsto dall’articolo 50 dell’AI Act. È scattato il 2 agosto 2026 per i sistemi lanciati dopo quella data. Per quelli già sul mercato, l’Omnibus sull’IA, il pacchetto di modifiche approvato a luglio, ha concesso

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Intelligenza artificiale, le regole ci sono ma chi decide davvero?

Chiunque utilizzi l’intelligenza artificiale potrebbe chiedersi: ma esistono regole che la riguardano? Riguardano il suo uso o prevedono sanzioni in caso di errore? Perché una cosa è chiedere a un chatbot di scrivere una mail, un’altra (per fare un esempio) è vedersi rifiutare un prestito sulla base di un punteggio calcolato da un software. La domanda diventa più urgente quando in gioco non c’è un mutuo ma un attacco informatico contro un ospedale, o un drone che sceglie da solo il proprio bersaglio. In breve, la risposta è sì: le regole esistono, ma non dappertutto. Negli ultimi due anni l’Unione

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